Articoli e Riflessioni

 

“La carità è lenta all'ira, è benigna; la carità non invidia, non procede perversamente, non si gonfia. Non opera disonestamente, non cerca le cose sue proprie, non s'inasprisce, non divisa il male. Non si rallegra dell'ingiustizia, ma con gioisce della verità. Scusa ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. La carità non scade “ (1Corinzi 13:4;8)
L’Apostolo S. Paolo scrive nella prima epistola ai Corinti al Cap°13, facendo uno specchio ben preciso della carità; per carità la Parola di Dio non intende l’offerta in denaro che possiamo dare ad un passante bisognoso per strada; ma la carità è l’amore vero; l’amore che non conosce alcun limite ma che va oltre a ciò che vediamo o immaginiamo.
Gesù stesso fu esempio di questo meraviglioso amore, avendoci amati di un amore eterno che lo portò a morire sulla croce per i nostri peccati e per quelli di tutta l’umanità; è proprio per il Suo amore, cari fratelli, che siamo salvati (Giov. 3:16).
Nell’epistola di S. Paolo agli Efesini cap°4 versi 31 e 32 leggiamo: “Sia tolta via da voi ogni amaritudine, ed ira, e cruccio, e grido, e maldicenza. Ma siate gli uni inverso gli altri benigni, misericordiosi, perdonandovi gli uni gli altri, siccome ancora Iddio vi ha perdonati in Cristo”. Ecco il vero AMORE; Ecco la CARITA!
La carità ci porta a dare la propria vita per i fratelli, a dare una mano d’aiuto ai bisognosi, una parola di conforto a coloro che sono nell’afflizione; un sorriso molte volte, se proveniente dal cuore può dare la vita, o la mancanza d’esso la morte al nostro prossimo.
Amare il prossimo è il secondo dei comandamenti dai quali dipendono tutta la legge e i profeti.
“E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutta la mente tua. Quest'è il primo, e il gran comandamento. E il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge, ed i profeti.” (Matteo 22:37;40)
LA CARITA’ E’ IL MAGGIORE FRUTTO DELL’ALBERO DI DIO.
La carità ci spinge a perdonare anche i nostri più grandi nemici, ad amarli come Gesù li ama e pregare per loro; un cuore dove abita la carità non è maldicente, non invidia e sopporta ogni cosa (cioè anche il male) e non ricambia male per male.
Dobbiamo pregare che la carità possa invadere prima le nostre famiglie, le nostre chiese; affinché l’ipocrisia, la cattiveria e la maldicenza che purtroppo abbondano siano sradicate per dare spazio all’unione fraterno per insieme servire il nostro Signore Gesù di pari consentimento.
La mancanza di carità la possiamo paragonare ad un vaso, ad un bellissimo vaso, ma se gli diamo un colpetto sentiremo dal suono stonato che in quel vaso ci sono delle lesioni o crepe, non è unito e il suo suono testifica che la bellezza è soltanto apparente e che da un momento all’altro il vaso può andare in frantumi.
Le lesioni o crepe sono la mancanza di carità, quindi anche se apparentemente uniti si è estranei, lontani e incapaci d’amare e sopportare le debolezze gli uni degli altri.
Senza la carità presentataci dalla Parola di Dio siamo imperfetti e nell’errore.
Ricordiamoci sempre cari nella grazia, “La carità è il legame della perfezione” uniti in Cristo Gesù la carità di Dio perfeziona il nostro legame rendendolo santo e ponendo su di noi l’unzione Divina.
Caro lettore, l’invito è di lottare ai piedi del Signore per ricevere la carità e di mettere tutto il nostro sforzo personale per attuarla nella nostra vita pregando affinché Dio ci faccia comprendere cosa vuol dire amare nel senso evangelico. Da tutto questo, sono sicuro che riceveremo grandi benedizioni; non soltanto per noi, ma per quanti ancora gemono e travagliano aspettando la manifestazione dei figli di Dio. (Rom.8:22)
Gesù dice nella Sua Parola: “Da questo conosceranno tutti che voi siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri.”(Giovanni 13:35)
Sarà questo amore che farà udire al primo colpo il suono melodioso di questo vaso che Dio ha creato per la Sua Gloria, un vaso ben composto e senza lesione alcuna, per la testimonianza dell’Evangelo di Cristo Gesù benedetto in eterno.
Quindi come dice l’apostolo S. Paolo nella lettera agli Ebrei al cap° 13 verso 1°: “L’AMORE FRATERNO dimori fra voi”.
Dio ci benedica!
Giuseppe Puccio

“Dio non si può beffare”

 

Il tragico errore della giustificazione umana
Uno dei più grandi  mali nel campo della politica e in ogni settore della società moderna è quello di giustificare tutto ciò che si fa e si dice. E questo triste fenomeno avviene spesso anche tra i credenti di ogni fede religiosa.
 Aggrapparsi ad un appiglio per rimanere sempre in piedi pur essendo nella colpa, non è un atteggiamento da vero cristiano, ma da chi non conosce Dio.
Ai giorni d’oggi molto raramente si ode un credente con cuore afflitto per le proprie colpe confessare: “ho peccato, ho sbagliato!” Il confessare i falli gli uni agli altri, pregare gli uni per gli altri per essere sanati (Giacomo 5:16) è diventato qualcosa che pochi sono disposti a fare.
Si preferisce piuttosto attendere la confessione altrui addossando agli “altri” la causa dei propri errori, delle proprie sconfitte, ci si vanta delle proprie imprese dando una valenza secondaria o “scontata”alle opere meravigliose che Iddio fa, dimenticando che DIO NON E’ SECONDO A NESSUNO! Dimenticando che il Signore non guarda a quello che sia pure ammirevole possiamo fare, ma a quel che siamo nel di dentro!
Si cerca a tutti i costi il vanto e la GIUSTIFICAZIONE della proprie azioni .
Giustificare ciò che la Bibbia non giustifica, anzi condanna, è sinonimo di ribellione! Fare il nero bianco accompagnando ciò con una forma di legalità è sinonimo di una mente completamente ottenebrata e un cuore orgoglioso dove l’idea di Dio, il timore di Dio sono un ricordo lontano. 
Questo accade quando a un tratto non si fa più agire lo Spirito Santo nella propria vita permettendo che uno spirito ribelle prenda gradualmente il Suo posto; in tal modo la relazione con Dio nel cuore del credente si spegne tragicamente perché il compito glorioso del Consolatore, il quale ci insegna e glorifica il Signore Gesù,  ci guida e ci  convince  di peccato, viene  bruscamente interrotto  dal pensiero personale, dalla propria  presunzione, dalle proprie vedute.
Il temerario re Saulle non  eseguì alla lettera il comando del Signore di distruggere completamente gli Amalechiti, nemici giurati d’Israele.  Dopo la battaglia, alla vista del profeta Samuele venuto ad esprimere lo sdegno di Dio, il re con baldanza gli disse: “Io ho messo ad effetto la parola del Signore”(1° Sam 15:13).
 Egli giustificava con forza le sue azioni.  La sua cecità lo fa faceva pienamente convinto di questo. 
Sicuro di se continuava ad insistere: “ Io ho pure ubbidito alla voce del Signore e sono andato all’impresa che Egli mi ha affidato” (1° Sam 15:20).  Ma Agag, il re amalecita, era ancora vivo, il meglio del bestiame era stato predato dagli israeliti per offrirlo in sacrificio e tutto ciò non corrispondeva a quel che Dio aveva ordinato! Samuele rispose a Saulle dicendogli: “UBBIDIENZA VALE MEGLIO CHE SACRIFICIO!”
Senza mezzi termini il profeta mise in chiaro qual era il grave problema e la sua conseguenza: “Poiché la ribellione è pari al peccato della divinazione e il trasgredire è pari al peccato che si commette intorno agli idoli ed alle immagini” (1 Sam 15:22-23). “Poiché tu hai sdegnato la parola del Signore, Dio ha sdegnato te affinché tu non sii più re in Israele “(1 Sam 15:23).
Quest’affermazione smantellò l’orgoglio del re Saulle. Da quel momento egli si accorse di avere sbagliato e di essersi attirato il giudizio di Dio per la sua disubbidienza.
Come Saulle perse il regno così tanti moderni cristiani perdono la vittoria spirituale sul nemico a motivo di un atteggiamento (anche nascosto) di ribellione verso Dio.  
Oh quanti profeti come Samuele dovrebbero esistere oggi per denunciare l’orgoglio di chi giustifica la propria condotta senza essere pienamente certo della volontà di Dio, per risvegliare chi, senza rendersene conto, non si accorge che il peccato lo sta trascinando inesorabilmente alla morte.     
L’apostolo Paolo, scrivendo ai Galati, ammonisce chiunque: “Non v’ingannate: Dio non si può beffare, ciò che l’uomo avrà seminato quello ancora mieterà “ (Gal. 6:7).  
Peccare davanti a Dio è già di per se trasgressione e ribellione ai Suoi comandamenti, giustificare ciecamente i propri falli è ancora peggio!
Che triste spettacolo vedere Adamo ed Eva che su consiglio del diavolo giustificarono la loro disubbidienza al Dio!
Che amara delusione vedere MOLTI credenti a cui un giorno Dio, con giustizia e dignità, risponderà loro: “Io non vi conobbi giammai” (Mt 7:21) benché essi con giustificazione e orgoglio avranno gridato: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciati demoni, e fatte, in nome tuo, molte potenti operazioni?”
Il Signore, malgrado possiamo avere fatto cose grandiose, ci conosce nel di dentro; Egli sa bene se siamo stati realmente in intimità con Lui, se mai siamo stati Suo popolo, se abbiamo realizzato la santificazione nella nostra vita e , soprattutto, se abbiamo ubbidito integralmente alla Sua voce.
La presunzione, l’atteggiamento di fariseo, il vantarsi delle proprie opere ci separa immediatamente da Dio.
 Ecco perché il diavolo con grande sforzo tenterà di “costruire” delle persone cieche e orgogliose, egli non accetterà mai di vedere dei cristiani salvati per grazia aventi il timore di Dio, facenti il volere di Dio senza ma e senza se, aventi la potenza spirituale per cacciare i demoni nell’inferno.  Egli cercherà sempre e in ogni modo di farci dimenticare l’ammonimento di Gesù: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de' cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio, che è ne' cieli”(Matteo 7:21).
E se il diavolo in molti casi riuscirà nel suo intento la colpa non è del Signore. Ma siamo noi che sovente voltiamo la spalle a Dio, Lo abbandoniamo per un imprevisto della vita o per il peccato ritornato dentro il cuore. E di conseguenza Dio abbandona noi!
Il Signore Gesù ci avverte che verranno i tempi in cui saremo sbanditi dalle sinagoghe e chiunque ci ucciderà (GIUSTIFICANDO CIO’) penserà di fare servizio (grato) a Dio! (Giovanni 16:2). La giustificazione umana e diabolica uccide e ha sempre ucciso i veri cristiani.
Pilato, giustificando se stesso, con un semplice lavaggio delle sue mani pronunciò la condanna a morte di Cristo!
Oggi, escludendo quelli che servono umilmente Dio, siamo purtroppo in un’epoca corrispondente a quanto riportato in Apocalisse 3:14-17 in cui un grande numero di credenti ne freddi ne ferventi, con baldanza dice nel suo cuore: “Io sono ricco, mi sono arricchito (perché ho la acquisito una conoscenza dettagliata della Bibbia, avendola studiata ogni giorno, perché ho fatto molte buone opere, perché… non pecco e giustifico tutto quello che faccio e dico) e (pertanto) non ho bisogno di nulla!”.
Purtroppo (per noi) Dio risponde, per farci svegliare: “ E NON SAI che (invece) sei quel calamitoso, e miserabile, e povero, e cieco, e nudo (Ap. 3:17).
Se stai facendo un’analisi di te stesso e ti riconosci in uno di questi deludenti attributi grida a Dio senza indugio, piega le tue ginocchia e invocaLo, affinché Egli possa fare un’opera di restauro nella tua vita, affinché il Signore Iddio, il quale “conosce le tue opere”e i segreti del cuore di tutti, non ti dica alla fine: “Io ti vomiterò dalla mia bocca” (Apoc.  3:16)
Il Signore Gesù, nel Suo infinito amore ci consiglia e pone subito il rimedio: “Io ti consiglio di comprare da me dell'oro affinato col fuoco, affinché tu arricchisca; e dei vestimenti bianchi, affinché tu sia vestito, e non apparisca la vergogna della tua nudità; e di ungere con un collirio gli occhi tuoi, affinché veda (Apoc. 3:18).
Sta a noi accettarlo!  
Renato Larzio

 

… e se non siamo Pronti 
per il Ritorno del Signore?
(tratto da Lieto Annuncio Agosto 2014)

Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre.  (Marco 13:32)

Immaginiamo, per un solo istante, di essere a conoscenza in quale giorno ritorni il Signore.  Immaginiamo che il Signore ritorni domenica prossima.

Un amico viene e ci invita: “domenica andiamo allo stadio, c'è un derby importantissimo da non perdere?” Sicuramente la nostra risposta sarebbe un “NO!” secco. “Aspetto il Signore e voglio essere trovato pronto per accoglierlo.” Subito risponderemo senza pensarci.

Così saremo disposti a rinunciare alla gita al mare, dove indosseremo il nostro "costumino" alla moda, dove cosparsi di crema e seminudi andremo in mezzo a tanta gente seminuda.“Aspetto il Signore che oggi Ritorna, non posso andare!”

E che dire del modo di vestirci: Subito saremo lesti a capire, "finalmente", che siamo vestiti inappropriati per il Ritorno del Signore, che il nostro trucco potrebbe dispiacergli, via il parlare grasso, volgare e non da figli di Dio; Vogliamo essere pronti perché il nostro Signore sta per tornare!

Tutti a pregare, a cercare di risolvere situazioni lasciate irrisolte per tanto tempo, pronti a far pace con tutti ed a chiedere perdono se abbiamo offeso o fatto del male a qualcuno, niente buffoneria dalle nostre labbra, niente peccato … E' giunto il momento di "Santificarci" perché il Signore ritorna, come è scritto nella Parola di Dio! Procacciate pace con tutti, e la santificazione, senza la quale niuno vedrà il Signore.”  (Ebrei 12:14)

Esaminiamoci fratelli e sorelle: Sentiamo predicare, noi stessi lo affermiamo, che il Signore sta tornando, ma… lo stiamo aspettando seriamente e ci stiamo preparando? e se non siamo pronti come Lui ci vuole? 

Marco 13:37 Quel che dico a voi, lo dico a tutti: "Vegliate"»

Ma il Signore vuole, Quanto a quel giorno e a quell'ora, che  nessuno lo sappia, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre.

La Parola di Dio dice che sarà come ai giorni di Noè: Matteo 24:37 “Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell'uomo.” Matteo 24:38 “Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s'andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca,” 

Esaminiamoci, e fintanto abbiamo tempo, recuperiamo il tempo perduto intorno a cose inutili e vane che ci allontanano da Dio. Domani potrebbe essere tardi!

Mentre ci è detto: “Oggi, se udite la sua voce, non indurate i cuori vostri, come nel dì della ribellione.” Ebrei 3:15

Dio ci benedica!

 

Giuseppe Puccio 

 

 

Bigotti, Ostentatori o ... 

Veri Credenti?

(tratto da Lieto Annuncio Febbraio 2014)
1Giovanni 2:15, 16 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui, perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo.
 
Oggi notiamo che in mezzo ai cosiddetti "Credenti" ci sono molti che eccedono. Spesso viene manifestato bigottismo volendo far vedere a tutti i costi che siamo spirituali e bravi nell’osservare la Parola di Dio più degli altri. A volte invece si esagera in maniera opposta assumendo un comportamento piuttosto mondano e facendo ciò che più ci piace; alla fine cercando di fregiare il tutto con dei versi biblici e nominando il Signore ma l'operato di molti è manifesto ed è sotto gli occhi di tutti; soprattutto sotto l’occhio vigile di Dio che vede ogni cosa.
Ormai una pratica diffusa è "l'ostentazione" – si, ostentare a tutti i costi! 
C'è chi ostenta la propria spiritualità o santità come se fosse il metodo per cui riceviamo o ricevono la "Salvezza" dimenticando che siamo salvati non per le nostre opere ma perché Gesù Cristo ha pagato per noi sulla Croce e quello che facciamo è perché Dio ci richiede l'ubbidienza alla Sua Parola per alla fine ricevere il premio: "La Corona della Vita Eterna". 
Altri ostentano mondanità; ormai pratica diffusa da molti è inserire sui social network tutto ciò che fanno:  cosa  mangiano, e  spesso  si  vedono  tavolate imbandite con ogni sorta di bene e senza alcuna delicatezza  e  sensibilità  verso coloro che oggi non si possono neanche permettere di comprare il latte ai propri figli; postato foto della loro vita facendo vedere i luoghi che frequentano, si mettono semi nudi e si mostrano a tutti e poi...ogni tanto si contorna il tutto con: "Gloria a Dio" "Grazie Gesù" "Dio è Buono"... Non vi sembra che stiamo esagerando un po? Ci pensiamo a coloro che soffrono nella povertà, nella malattia e in svariate sofferenze? Noi cosa mostriamo loro? Foto in costume, a bordo piscina, mentre mangiamo ogni sorta di prelibatezza?... e gli altri? Molti guardano, soffrono ma il loro pianto e la loro sofferenza è vista dal Signore che promette che asciugherà loro le lacrime.
Il mondo è in guerra, la crisi economica e la fame nel mondo dilaga, bambini e donne violate ... e noi che diciamo di essere credenti, ma in cosa crediamo?...ci mostriamo con la nostra auto nuova, sulla nave in crociera, mentre gustiamo un enorme gelato, mentre siamo in pizzeria con gli amici e ridiamo a crepapelle... Che Cristianesimo stiamo vivendo? Di contro abbondano i farisei, i bigotti che amano vivere una vita "religiosa" basata solo sul "penso a me stesso e Dio pensa a tutti".
Quando decideremo di prendere una giusta posizione davanti a Dio? Quando daremo fine a tutta questa ostentazione inutile perché tutto sta per finire e spesso siamo come colui che disse: Luca 12:19 "...poi dirò all'anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi e godi". Luca 12:20 Ma Dio gli disse: "Stolto, questa stessa notte l'anima tua ti sarà ridomandata e di chi saranno le cose che tu hai preparato?".
Decidiamoci come condurci appresso a Dio, non possiamo stare con un piede nel mondo ed uno nella grazia, non possiamo restare sordi e ciechi ai bisogni altrui. Mettiamo in pratica la Parola di Dio, col Cuore e non con le labbra esaminandoci con ciò che c'insegna la Bibbia, correggiamo la nostra condotta e cerchiamo il bene altrui. 
Facendo così avremo un posto riservato nel cielo che avremo alla fine del nostro cammino terreno se saremo fedeli a Dio.
Vi voglio bene, Dio ci benedica!
                                                                                                                                       
                                                                                                                Giuseppe Puccio

 

L'Argomento 

 

Sull’orlo del precipizio

(tratto da Lieto Annuncio Febbraio 2014)

      Recentemente, una nota trasmissione televisiva mostrava un uomo che, non curante del pericolo, ha  raggiunto la  cima di un alto vulcano del pacifico, in piena attività; vi ha piazzato una telecamera,  scendendo  dentro la bocca del cratere, sino alla distanza più critica.   

     L’uomo,  stando in piedi con addosso una tuta speciale e una bombola di ossigeno,  osservava con  orgoglio l’impressionante quantità di pietra fusa che sotto di lui, a poche decine di metri, ribolliva su e giù, senza sosta.

     Questa  spaventevole visione  mi  ha spinto  a fare  una seria considerazione: Ai giorni  d’oggi,  molti uomini e donne, seppure non ardirebbero mai  realizzare una così folle impresa, sono  sull’orlo del precipizio, ad un passo dal fuoco dell’inferno, senza neppure rendersene  conto.

    Ciò accade quando si imbocca una strada che Dio non ha tracciato, quando anziché respingere il peccato si  rimane da esso soggiogati. Ciò  avviene  quando non si  reagisce  con coraggio  di fronte alle difficoltà e alle delusioni della vita, ma ci si lascia trascinare dallo sconforto, perdendo  la forza di andare avanti.   

     La Bibbia avvisa che: Vi è tale  via che all'uomo sembra diritta, ma il fine della quale son le vie della morte. Proverbi 14:12

     Il destino dell’uomo dipende dalla  direzione in cui  è rivolto il suo sguardo!  

    Il figliol prodigo, pur essendo nella casa paterna, pur gustando ogni giorno della cura e dell’affetto paterno, volle  intraprendere un avventuroso viaggio che lo avrebbe portato ad una rovinosa condizione di miseria spirituale e materiale. All’inizio, quando il giovane prese la sua parte di beni, ai suoi occhi tutto appariva bello e attraente. Nella sua convinzione, con quel denaro  in tasca, i suoi progetti, le sue ambizioni potevano avere una facile realizzazione. Ma ben presto la realtà si presentò come un fiume in piena, travolgendo ogni  proposito.

    Una grave carestia si abbatté  in quei luoghi e, dopo avere sperperato tutti i suoi soldi nei piaceri della vita, quel giovane si ridusse a pascolare i maiali, nella sporcizia più degradante  e nel fetore più nauseabondo. Luca 15:15

    Quando scartiamo il Signore dai nostri progetti, quando testardamente non ascoltiamo più il consiglio di Dio, avviene proprio così! 

     Apparentemente tutto può sembrare innocuo, pulito,  ma la Scrittura ci avverte che …larga è la porta, e spaziosa la via, che conduce  alla perdizione; e molti son coloro che entrano per essa. Matteo 7:13

    Ed ancora leggiamo: Che giova egli all'uomo, se guadagna tutto il mondo, e fa perdita dell'anima sua? ovvero, che darà l'uomo in cambio dell'anima sua? Matteo 16:26

    La Bibbia ci dice ancora che negli ultimi tempi, avanti il ritorno di Cristo, la gente sarà come ai giorni del diluvio: gli uomini saranno intenti  al proprio egoismo, ricercanti la soddisfazione della carne, anziché la pace interiore, la gente prenderà in considerazione gli inganni del diavolo e rifiuterà gli insegnamenti di Dio. 

 “Ora, come erano i giorni di Noè, così ancora sarà la venuta del Figliuol dell'uomo.

 siccome gli uomini erano, ai dì che furono avanti il diluvio, mangiando e bevendo, prendendo e dando mogli, sino al giorno che Noè entrò nell'arca;

e non si avvidero di nulla, finché  venne il diluvio e li portò via tutti quanti; così ancora sarà la venuta del Figliolo dell'uomo”.  Matteo 24:37;39

      E’ davvero terribile ciò che ci dice la scrittura: “e non si avvidero di nulla!” Accecati dal diavolo, non si accorsero che il peccato li stava conducendo dritti alla morte!

Quanti oggi, pur essendo ad un passo dal baratro, non si accorgono di nulla, rischiando di cadere irrimediabilmente nel vuoto.

     Ma è proprio in quel momento che bisogna invece allontanarci dal precipizio e risalire il sentiero nel senso opposto, prima che sia troppo tardi!

     E’ proprio in quel momento che dobbiamo ritornare in noi medesimi e, come fece il figliol prodigo, dire con tutte le nostre forze “Tornerò a mio Padre”.

     Non possiamo e non dobbiamo lasciarci intrappolare dal diavolo, dalla stanchezza e dalle avversità della vita, con il rischio di fare come Esaù, il quale  vendette il suo diritto di primogenitura per un piatto di lenticchie!

    Con coraggio e uno slancio di fede dobbiamo piuttosto invocare il  Signore, gridando: “ Io mi leverò, e me ne andrò a mio padre, e gli dirò: Padre, io ho peccato contro al cielo, e davanti a te”;… Luca 15:18

     Il Signore di certo ci verrà in soccorso perché Egli non caccerà fuori colui , o colei che va a Lui, con un cuore rotto e pentito.

“…Il Signore è stato con voi, mentre voi siete stati con lui; e se voi, lo ricercate, voi lo troverete; ma, se voi l'abbandonate, egli vi abbandonerà”.  2Cronache 15:2

 

Renato Larzio

 

E quando esso sarà venuto, convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudicio.

(tratto da Lieto Annuncio Febbraio 2014)

Giovanni 16:7, 8 Ma pure io vi dico la verità: Egli v'è utile ch'io me ne vada, perciocché, se io non me ne vo, il Consolatore non verrà a voi; ma se io me ne vo, io ve lo manderò. E quando esso sarà venuto, convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudicio.
 
Quando un'anima, uomo o donna che sia, apre il cuore a Dio e viene toccata dallo Spirito Santo sente la necessità "irrefrenabile" di mettere a posto la sua vita per piacergli. Lo Spirito Santo la convince di peccato e quindi non può fare a meno di perdonare e scusarsi con chi ha offeso, liberarsi da tutte le cose che a Dio non piacciono e lo contristano...; lo scopo è piacere a Dio per ricevere il Battesimo con Lo Spirito Santo ed avere comunione con Lui.
Quando assistiamo ad anime che chiedono scusa solo a persone che improvvisamente vedono sotto una luce diversa e trascurano di chiedere scusa ad altre che hanno offeso e con cui hanno rancore, quando vediamo anime che dicono "non giudicare" ma subito dopo li sentiamo giudicare, sentenziare e parlano che Dio è Amore ma sanno manifestare e amare, se amore si può chiamare, solo una cerchia di persone e il loro amore è circoscritto, quando vediamo che si guarda il fuscello trascurando di trarre via la trave...quello non è lo Spirito Santo all'opera ma un opera carnale. 
Perdonatemi, chiamerei tutto questo "ALLEANZE"? e "OPPORTUNISMO"? Lasciamoci guidare dal Signore perché Egli vuole mettere ordine in tutta la nostra vita e non come noi che ne sfasciamo una parte e cerchiamo di sistemarne un'altra. 
L'Amore di Dio è anche amare la riprensione, l'Amore di Dio è per tutti e non solo con quelli simpatici ai nostri occhi.
Dio ci benedica, preghiamo in maniera che il Signore ci dia luce ed abbia pietà di noi.
 
                                                                                              Giuseppe Puccio

 

Da Donna

a Donna

 

La macedonia

(tratto da Lieto Annuncio Febbraio 2014)

Care lettrici e lettori di Lieto Annuncio, Dio vi benedica.
Ancora una volta sono onorata dal Signore che mi sta dando una nuova opportunità di potervi scrivere liberamente questo articolo.
In questi tempi sono molte le cose che ci preoccupano ed a volte ci fanno sentire fiacchi e senza risorse, come chi è sul punto di buttarsi giù e chi si vuole fare le cose se le faccia da solo…
Scrivo questo perché so che comprendete il mio scritto sapendo che siete come me: esseri umani che hanno bisogno di tutto ma specialmente dell’aiuto di Dio.
Faccio presente che se scrivo queste poche righe è per l’aiuto di Dio a cui chiedo sempre di guidarmi nello svolgere questo compito che Lui stesso mi ha messo in cuore per poter essere di aiuto a coloro che sono scoraggiati e che magari sono sull’orlo di fare qualche sciocchezza!
No, Non fate ciò che vi sembra ormai l’unica cosa giusta da fare, perché ancora c’è da combattere! Non ci dobbiamo mai arrendere all’evidenza delle cose che i nostri occhi vedono, ma…guardare più avanti; mi potrai dire che non vedi nulla c’è un muro che ti blocca, non guardare il muro ma guarda oltre e vedrai che oltre c’è la fine della prova che ti affligge.
Volevo dirvi che ho messo titolo a questa mia lettera che vi scrivo “la macedonia” perché come sapete la macedonia e fatta di frutta, se per errore nella macedonia mettete un frutto che sembra buono ma non lo è quello che avete fatto è inutile e dovete buttare tutto. Quindi stiamo attenti a ciò che facciamo e discerniamo ciò che abbiamo e con chi abbiamo a che fare.
La vita e breve ma vogliamo poter passare il resto dell’eternità con il Signore Gesù; Egli di dice ancora oggi che l’avversario delle nostre anime verrà con astuzia ingannando molti quindi siate attenti perché in un batter d’occhio il Signore rapirà la sua Chiesa e chi vuole questa terra se la prenda pure!
 
Vostra sorella
Anna Maria Rosano

               

 Vaso rotto? Carta sgualcita? Muro forato?...    

      

           Cos'è il Nostro "Amore Fraterno"?


(tratto da Lieto Annuncio Dicembre 2013)

Spesso un’amicizia che finisce o un rapporto fraterno, vengono paragonati ad un vaso rotto, un foglio sgualcito o ad un muro pieno di fori che non possono ritornare più come prima.

Devo dire, per esperienza personale, che più delle volte è così ma non perché non sia possibile che tutto torni come prima; un amicizia non è un vaso, un foglio di carta o un muro, se si ha la volontà e l’intenzione da ambo le parti le offese subite e il male si possono perdonare e spesso abbiamo anche assistito a rapporti amichevoli indissolubili che sono nati da un precedente rapporto finito burrascosamente.

Se si ha l’intenzione reciproca il rapporto può risaldarsi, se si prega e si ubbidisce al comando del Signore che dice: “Amate i vostri nemici..” tutto può tornare come prima, anzi meglio, e quando ciò non avviene non è perché non sia possibile che avvenga ma perché ambo le parti o soltanto una di queste non ha assolutamente voglia di riprovare, perdonare e amare.

Mi dispiace: L’amicizia e l’amore quando sono sinceri non sono un vaso o un pezzo di carta ma un legame che ti lega per la vita; ancor più che a stringerlo sia l’Amore di Cristo che dovrebbe abitare nei nostri cuori per indurci al perdono, all’umiltà e all’amor fraterno.

Dio ci benedica!

                                                                                                Giuseppe Puccio

 

Da Donna

a Donna

 

“Usanze vecchie e nuove”

 

(tratto da Lieto Annuncio Dicembre 2013)

Siamo alla fine dell’anno e come tutti gli anni ci accingiamo a fare le solite cose. Ancora non abbiamo capito che Dio ci parla nella Sua Parola che Egli fa ogni cosa nuova e non ha bisogno della fine dell’anno per poter operare questa innovazione, ogni giorno ci da una nuova opportunità di poter cambiare la nostra vita, dipende da noi.

Se dipendiamo da Lui ci darà l’indirizzo migliore per poter acquistare dei beni preziosi che ci daranno per tutto l’anno vita e prosperità liberandoci da quelle cose inutili che avvolte ci impediscono di andare avanti.

Come sapete vi invito a leggere la Parola del Signore per poter comprendere meglio ciò che Dio ci vuole dire e dare, leggerete in proverbi cap° 1 tutto il cpitolo e per finire, visto che siamo alla fine dell’anno, vi lascio con il verso di proverbi cap° 1 ver. 7

“Il timore dell’Eterno è il capo della scienza, ma gli stolti sprezzano la sapienza e l’ammaestramento”

Dio ci benedica con affetto cristiano da me…

 

Anna Maria Rosano